AUTOBIOGRAFIA di uno sconosciuto
Davvero, non ho nessuno che possa autorevolmente raccontare analiticamente il corso della mia esistenza; nessuno che conosca i risvolti della mia storia iniziata nel giorno della mia nascita.
Lo faccio io, in:
autobiografia di uno sconosciuto.
Lo faccio perché qualcuno la reclama. Quel qualcuno sono io, Giovanni Nachira.
Data di nascita: 9 Marzo 1948 – Luogo: Oria (BR), ultimo di 5 fratelli (Mario, Luciano, Marcello, Aldo) figli di Luigi Nachira e Vincenzina Distante, Di Uggiano La Chiesa (LE) lui e di Minervino di Lecce lei. Mio padre fu maresciallo dei carabinieri all’epoca del fascismo; mia madre casalinga, donna di fede, di grande cuore, e di capacità infinita nella cura della casa, di noi figli,.
Residenza: Maglie (LE) dal 1952 al 22 Febbraio 1966. Studi: Corso geometri e formazione parauniversitaria da autodidatta; studi condotti in corsi serali da carabiniere.
Attività lavorativa: Servizio nell’Arma dei Carabinieri dal 1966 al 1973 con residenza definitiva in Macomer (NU). Successivamente impiegato presso la concessionaria FIAT di Macomer dal 1973 al 1979. In seguito commerciante di diverse specie merceologiche sino divenire tecnico progettista di arredi per attività commerciali, con varie specializzazioni (impianti frigoriferi industriali, creazione artigianale di arredi su misura con falegnameria propria).
CRITICITÀ
Il 2005: L’anno in cui una emiparesi del facciale causata dal virus “herpes zoster” mi blocca costringendomi a modificare il mio stato lavorativo, sino alla chiusura dell’attività, avvenuta nel Maggio del 2007.
Da qui e sino al 2010 ho collaborato con diverse aziende sarde del settore di mia pertinenza, sgravandomi da eccessive fatiche fisiche. Poi, nel 2010 rimetto in sesto l’attività ma stavolta creando un sito e-commerce per la vendita online di attrezzature per la ristorazione, per il bar e per negozi in genere. Attività condotta sino al 2014, anno in cui giunse il tempo del pensionamento.
EVENTO DELITTUOSO
Correva l’anno 1987 quando per mia bontà innata presi con me una persona (1985) che poi feci divenire mio socio. Inizialmente si comportò bene, ma appena percepì odore di denaro, molto denaro, mutò e manifestò la sua vera natura e con un paio di sue vecchie conoscenze ordì un piano diabolico per impossessarsi dell’attività. Vi riuscì e per trent’anni tenne me e la mia famiglia sotto minaccia di morte se avessi reso pubblica la sua frode.
Né avvocati, né forze dell’ordine poterono intervenire a tutela dei miei interessi. Un sequestro di persona? Un fatto grave, certamente ma il mio caso, per le conseguenze che ne seguirono, lo considero ancora più criminoso. Ma la vita continua e dopo il trauma, una sorta di rasserenamento e di ripresa lavorativa.
LE MIE PASSIONI OVVERO I MIEI HOBBYES
IL CICLISMO
Mio fratello Marcello, di 3 anni più grande di me era un vero campione di ciclismo e lo dimostrò nelle categorie sino al semiprofessionismo. Poi, per volontà paterna fu costretto ad interrompere l’attività agonistica. Io seguivo mio fratello spesso nei suoi allenamenti con la sua seconda bici da corsa, ma anche in perfetta solitudine durante l’intero corso di vacanze estive.
Divenivo sempre più bravo e capace di affrontare fatiche fisiche sino a sfiorare lo stop percorrendo salite ardue., ma forza di volontà e impegno mi fecero superare quei momenti di crisi. Mi iscrissi poi in una società sportiva della città di maglie ed incominciai gli allenamenti da esordiente.
Tutto faceva sperare che potessi essere anch’io un campioncino come lo fu mio fratello, sino a quando un’otite mi costrinse a rinunciare al ciclismo agonistico su parere del medico sportivo. Ma la bici rimase sempre attaccata al mio deretano sino al 1966, anno in cui mi arruolai nell’Arma dei Carabinieri.
IL CALCIO
La mia cricca di amici era davvero speciale. Insieme formavamo come numero una squadra di calcio; squadra che si formò, giocando ore infinite negli ampi spiazzi del boschetto o di sera alla luce dei lampioni nel piazzale della stazione ferroviaria. Le partite con altre squadre le affrontavamo andando nei paesi vicini in bicicletta. Io ero il portiere, un portiere davvero preparato, dotato di uno scatto di reni davvero eccezionale e dei riflessi prontissimi.
LA MUSICA
Di non minore interesse mi fu la musica, iniziata a nove/dieci anni con una chitarra. Una passione portata avanti sino a creare un “complessino” all’età di 15 anni (fine 1963). Poi tutto cessò il 22 Febbraio 1966, per via del mio arruolamento nell’Arma dei Carabinieri. Un addio alla musica? Ma no! Piuttosto un arrivederci.
Per riparlare di musica deve giungere il Dicembre del 2002. Ora o mai più, mi dissi e fu così che nel corso del 2003 mi procurai una chitarra elettrica, una tastiera arranger e incominciai a comporre le mie prime canzoni.

Una dozzina, che già nel corso dell’anno successivo depositai in SIAE. Da quel momento in poi la musica divenne una costante che ancora oggi mi porto dentro quale linfa vitale, quale cura dell’anima e dello spirito e…del corpo: Elementi tutti toccati a morte da una sorte maledettamente nemica.
(nella foto quello con la chitarra e in maglietta nera sono io).
LA SCRITTURA
per questa attività vi rimando alla pagina “BIBLIOGRAFIA, nella quale è presente l’intera collezione delle mie pubblicazioni
https://www.teatriamocela.com/bibliografia/
Autobiografia di uno sconosciuto
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