1825 GIORNI (libro di poesie)

1825 GIORNI (libro di poesie)

RACCOLTA DI POESIE IN ARTE POVERA  (204 pagine per 155 poesie)

Che cosa rappresenti questa raccolta, io non lo so.  So, invece, che la stesura è postata in un ordine inverso. Ovvero:

“Le ultime sono le prime, mentre le prime sono le ultime”. Cioè:

Questa raccolta comprende tutta l’opera letteraria compiuta dal 1° Gennaio 2006 al 31 Dicembre 2010, ovvero, 1825 giorni.

LA POESIA

Leggeremo, dunque, a ritroso nel tempo, ma senza accorgercene. Infatti, chi può affermare il contrario? Gli argomenti sono giusto il risultato di una ricerca, la cui prospettiva, è un racconto insulso, senza proiezioni, con l’intento di trasferire in essi, l’amara verità di una “demagogia” civica in cui la società vince, sempre e comunque:

Sull’imbecille che ascolta, che dubita, che crede. E la menzogna si impone. Sempre.

Il mio modo di affermare le cose, perentorio, o meglio, categorico, non nasce dall’illogicità di un qualsiasi “colui” che scrive, giusto perché vuole dire la sua.

Esso scaturisce, invece, da un “vissuto”, da una moltitudine di esperienze di vita pregne di “rogne” quotidiane, tanto per esprimermi con la terminologia più consona ai giorni nostri.

Quello che più m’impressiona (e che in fondo, mi ha forgiato), sta nella considerazione del fatto, che quelle “rogne”, non sono legate a un periodo più o meno breve della mia vita. Esse, sono la “costante” che scientificamente descrivo così:

 La costante (le rogne), è l’elemento (o grandezza), il cui valore rimane immutato, quando quello degli altri parametri o elementi con cui è in relazione, cambia. E’, dunque, il simbolo che le rappresenta, che le caratterizza. 

Questa, poi! Scoprire che una regola (matematica e/o fisica) ha potuto sconvolgere la mia esistenza, mi stupisce davvero tanto. Non che sia possibile, ma quantomeno, sancito che essa esiste, stranamente si scopre che ipoteticamente può essere applicata per calcolarne gli effetti.

Infatti, se la applico all’affermazione testé enunciata, scopro che sono trascorsi quarantacinque anni, con addosso il peso delle rogne, mentre l’età è avanzata, una figlia si è maritata, l’esperienza è cresciuta, gli amici si sono allontanati, i miei nemici hanno goduto benefici, ecc…

Evito  di fare reportage  dei mille e più ricordi di una vita di continue lotte.

Dunque? 1825 giorni (libro di poesie), appunto.

Da questi riscontri, scaturiscono le mie ragioni, scritte e descritte in una lirica elevata all’ennesima potenza.

L’amore, l’odio, il rancore, l’indifferenza, l’entusiasmo, la tristezza, la gioia, il sospiro, la rabbia, l’impotenza, la possanza, la tolleranza, l’intolleranza, la nostalgia, l’ingenuità, la malizia, qui sono trattati con l’inequivocabile intento di risolvere un enigma.

Scopro con amaritudine (nel vero significato del termine del più dotto latino), che poemetti, liriche, poesie, acrostici, a tutto sono serviti, fuorché ad allontanare la “costante”.

LA POESIA E LA  MUSICA

Confesso, però, una cosa:

Se sono ancora in vita, lo devo ad una costante contrapposta:

L’amore per la scrittura prima, e per la musica poi. Si, perché, proprio l’attimo prima della resa, la musica, con il suo avvento, ha contribuito a dare man forte all’amore per la scrittura, rinnovando dentro me, quelle energie che stavano oramai venendo a mancare.

Il tema di 1825 giorni che non ha padrone, non ha spazi che lo possa contenere, perché quel “padrone” che pur sono io, suscitato da fantasie inequivocabilmente celesti, si è visto limitato nel personale intervento letterario, solo per porvi manualità d’esecuzione, mentre i fiumi di parole costituiscono il dono che il cosmo ha voluto riservarmi.

Se poi questo cosmo è abitato da Divinità, da Maestri, da Saggi e Dotti, da Angeli, costoro, tutti, sono certo, si sono prestati per illuminarmi, per arricchirmi dell’insieme poetico, che da qui in poi si leggerà.

Una nota stonata, tuttavia, che disturba il mio bell’udire, c’è; saperlo, poi, mi amareggia, mi inasprisce, mi esacerba, mi intristisce, mi ammanta di rabbia… m’impensierisce. 

Una preoccupazione giustificata la mia; Questo, perché sono consapevole che il cosmo ospita anche figure ambigue, spiriti malefici, angeli declassati, entità deturpanti, venti d’opposizione, mari burrascosi. 

Costoro, fanno parte della schiera di molestatori del pensiero, che in più occasioni hanno tentato di creare in me, confusioni a dir poco pazzesche; hanno suggerito frasari poco ragguardevoli, ad esempio, che in quest’opera si possono leggere. Hanno… però, senza riuscirci.

Ciò è dimostrato in questo libro. Difatti, basterà leggere, tenendo conto di ciò che affermo, perché via via che le poesie scorreranno sotto gli occhi del lettore, si paleserà chiaramente che queste figure. Una a una, puntualmente vengono smascherate e rese innocue, laddove hanno contribuito con la loro intrigante influenza, nel tentativo di deturpare il “bello” dell’animo del poeta.

 “Di non facile lettura ciò che scrivi”, spesso mi si rimprovera.

Chi lo afferma non ha poi tutti i torti. Peccato, che ad affermarlo siano stati soltanto dei lettori superficiali, mentre altri (che io definisco attenti), avendoci messo il cuore oltre che l’attenzione, hanno apprezzato le mie maniere espressive e  si sono poi spinti in commenti di stima e di incoraggiamento per l’opera, non facile, intrapresa… conclusa.

RECENSIONE

Uno tra i tanti è questo, una breve recensione. La riporto testualmente:

“Non esiste binomio più adeguato, per tentare di descrivere e circoscrivere il vertiginoso creare di Giovanni, autore versatile e poliedrico sia in senso strutturale sia per il contenuto delle sue opere.

Musica è per lui qualcosa che proviene dal reale, dalle cose che ci circondano, un segnale delle armonia e disarmonie insite nel nostro vivere e nel nostro sentire, nell’amare e nel soffrire, in sentimenti di dolore rabbia sconforto impotenza.

Il suo modo di interpretare la vita è fatto di inquietudine e perplessità, disincantato e drammatico. Eppure non c’è alcun intento didascalico nei suoi versi di denuncia, piuttosto il grido di dolore di fronte ad un’umanità dolente e indifferente, che accetta gli inganni anche quando non sono più dolci in cambio di qualche analgesico da supermercato. 

Ed esprime tutto questo in musica, con la sua personalissima musica anche quando scrive versi, che dal punto di vista strutturale sono quanto di più fantasioso e destabilizzante si possa leggere tra di noi:

spezza e reinventa endecasillabi mischiandoli in modo originale a perfetti novenari, oppure a versi completamente destrutturati quanto a lunghezza e ritmi interni, con effetti sonori sorprendenti Sembra proprio di sentirlo suonare e cantare anche quando la musica, apparentemente, non c’è.

Difficile fare una scelta delle sue poesie, ne ho scelte alcune che a mio vedere meglio rappresentano quelle sapienti demolizioni del verso classico di cui ho appena parlato”.

Non riporto qui le poesie a cui il recensore si riferisce, perché esse sono contenute in questa raccolta e non mi dilungo oltre, per non fare di questa premessa un “romanzo”.

1825 GIORNI

1825 giorni

Quante poesie si possono scrivere in 1825 giorni? Ovvero, quali poesie si selezionano per comporre un libro di poesie scritte in un lasso di tempo ben definito?

Cinque anni sono tanti e il vissuto di un Poeta, fatto di analisi introspettiva, di visioni del presente, di proiezioni, di emozioni, di esperienze, di suggestione, è, come può presumersi, intenso, compromissivo.

Il Poeta non vede; Va oltre e guarda nel profondo gli accadimenti, qualunque sia la natura di questi.

Il suo guardare tramuta in parole gli eventi in una parvenza anacronistica, mentre è solo la sua maniera di esprimersi.

CONSIDERAZIONI

E’ poetica, dunque, pregna di percezioni che altri non possono capire né comprendere, perché distratti dalla moltitudine di accadimenti che stratificati, rendono superato anche l’evento del minuto precedente.

Questo accade agli umani, grandi e piccoli, politici, professionisti, impresari, preti e sacrestani, colti e ignoranti.

Comunque, sempre ambi sesso. 1825 giorni racconta la vita attraverso liriche poetiche che come lama a taglio e punta si conficcano nella mente.

Poi toccare il cuore con la delicatezza di un petalo di rosa, aprendolo a nuova conoscenza, all’accoglimento del pensiero sanatore che il Poeta sa trasmettere con il suo bisbiglio soffiato nell’orecchio.

GLI EFFETTI VOLUTI

Esso diviene poi parola potente, suggerimento da cogliersi per correggere atti e misfatti, per addrizzare binari storti, per acconciarsi le idee in testa, come farebbe un bravo parrucchiere con i capelli. Sì, ma questo vale solo per le persone di buona volontà.

Per le altre no! Non può assumere valore. Le altre persone sono insensibili, inaccoglienti, oberate di carichi bestiali, demonizzate dal potere, immerse in mille innesti ideologici, offuscate da droghe e affini. Non è dato a tutti di leggere 1825 giorni.

Tutti però, possono interrogarsi se è il caso di provarci, chiedersi perché leggerlo, incuriosirsi circa i modi d’espressione poetica e dunque, lasciar perdere o lanciarsi nell’esperienza desueta e (ri)scoprire una chiave di lettura più consona all’uomo.

Mi limito soltanto ad augurarvi… Buona lettura di questa mia opera 1825 giorni (libro di poesie).

1825 giorni (libro di poesie) potresti leggerlo ininterrottamente; Ti suggerisco di leggerlo piano, perché molte delle poesie necessitano di meditazione.

QUARTA DI COPERTINA

1825 GIORNI (LIBRO DI POESIE)

 

 

1825 giorni (libro di poesie)

Loading

Sharing is caring!

0
    0
    CARRELLO
    Il tuo carrello è vuotoTorna al negozio