Poesia e antipoesia

POESIA E ANTIPOESIA

MEDITO E MI DOMANDO: Può uno che scrive poesie, farlo in assenza di istruzione? E RISPONDO:

Sì, sempre che abbia acqusito elementi culturali che gli abbiamo aperto la strada perchè il suo dire sia pregno di significato. Tuttavia mancherà di conoscenza in fatto di terminologia ed avrà peciò difficoltà a reperire i giusti vocaboli per rendere i suoi versi interessanti sotto l’aspetto grammaticale.

ALLORA E’ UNA CONTRADDIZIONE?

Direi di no, giacché istruzione e cultura costutuiscono il fondamento dell’Arte poetica (e non solo). Se un individuo sente di dover mettere a nudo la sua interioritrà poetica, lo faccia, ma si premuri di acquisire la conoscenza della lingua, di utilizzare un linguaggio forbito.

COSA VUOL DIRE?

Che deve esprimersi utilizzando forme lessicali geniali, eleganti, possibili solo attraverso l’utilizzo di una sinttassi appropriata ed elaborata.

DUNQUE IL POETA?

Intuisco e rispopndo: Il Poeta è uno scrutatore, percorre sentieri dell’animo umano, entra nel pensiero della genmte del luogo in cui vive, percepisce molti aspetti del sentito, tra sistemi vitali del passato e del presente e mira possibili risvolti proiettati verso il futuro.

E va oltre, specialmente oggi, nell’era della tecnologia che gli consente (e non solo a lui) di conoscere gli accadimenti oltre il suo confine, verso il mondo intero.

DUNQUE IL POETA OGGI?

Il Poeta di oggi, se capace di tanta istruzione e cultura supera le menti poetiche del passato o, quanto meno racconta qualcosa in più, data la possibilità di apprendere rapidamente logiche di vita e cultura attinente ad altri popoli. Egli sarà così Portatore di umanità.

ESISTE ALTRA POESIA?

Certo! E’ quella dell’incultura, della non conoscenza dei valori, dell’ignoiranza dei principi morali, quella del “NON FRUTTO”, diseducativa. La chiamo poesia perché i fautori di tal sistema poetico compongono versi, li rimano, li rendono anche appetibili a masse di genti distratte, frazioni di popolo culturalmente carente.

Questo genere di scruttura e di pensiero però, va classificata come “ANTICULTURA e ANTIPOESIA”, ovvero ” poesia e antipoesia “

ESAGERI?

Affatto! La Poesia autentica è quella che io definisco “sacerdotale” aperta al moto sentimentale, ricca di suggerimenti idilliaci. Che poi, l’ANTIPOESIA va intesa anche come un movimento popolare che nasce per contrastare la poesia tradizionale, quella dei grandi nomi della letteratura del passato.

Il movimento “antipoesia” si fonda sulla messa in luce del linguaggio comune della gente, con l’intento di sovvertire il linguaggio forbito della tradizione poetica, rendendo più colloquiale il rapporto con la gente, foenendo sì elementi di poesia nuova, ma anche di prosa. Il tutto più consono alla cultura generalizzata del popolo, che nulla ha a che fare con il livello di istruzione.

E CONCLUDO:

Istruzione e cultura insieme? Sì! Ma anche No!

 

(Poesia e antipoesia)

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Di Gianni Nachira

E' presto detto: Da lavoratore, una volta raggiunta la pensione, sono riuscito a prendere in mano il sacco dove per anni sono state rinchiuse le mie passioni in campo artistico. Non è stato facile, perché l'età e l'impossibilità di farlo a tempo debito hanno parlato chiaro: "NON PUOI". Al ché io ho risposto: "Ma davvero?" Allora mi sono cimentato a fare teatro, a fare musica. FARE, CREARE, senza mollare e nonostante le difficoltà che la vita ancora oggi mi pone ad ostacolo, proseguo imperterrito sfidando il fato che da quasi sessant'anni mi assegna una sorte avversa. In questo mio sito ho messo insieme una parte di me e continuerò a farlo perché rimanga traccia di una storia di vita forse banale, ma comune a molti.