Poesia dal titolo il buio

POESIA DAL TITOLO IL BUIO

Incommentabile e priva di senso questa poesia. Un’alba che finisce, il sole che si oscura al suo finire e viene la notte. Banale, impossibile considerarla lirica la poesia dal titolo il buio.

Questo è il mio giudizio su questi due versi. Insulsi, ecco come sono. Indegni di credersi poesia. La poesia è tutt’altro, colpisce chi legge, il suo cuore colpisce. La poesia entra ovunque vi sia sensibilità di pensiero, accoglienza del pensiero altrui.

IL BUIO no! Il buio non fa vedere; il buio che troppa gente al mondo sopporta non fa testo; il buio di una vita massacrata dai folli nessuno lo considera, la notte di chi soffre nessuno la scruta.

Per troppa gente in questo mondo il sole non risplende nel cielo e non scalda i cuori, non cura i malanni. Allora ecco che questi due versi diventano POESIA UNIVERSALE, altroché.

Poesia dal titolo IL BUIO

Pochi però la sanno comprendere o meglio neppure quei pochi la vogliono capire. Costa fatica, costa sacrificio compatire il dolore altrui. Figuriamoci chi dall’alto della sua prosopopea darebbe credito a questi versi folli. Ma io li riscrivo.

Sul finir dell’alba il sol s’oscura

e poi vien la notte.

Chi avrà il coraggio di sviluppare concetti di elevata passione su questa mia lirica? Due versi che non sono da meno rispetto a quelli scritti dai grandi nomi della Poesia Universale. Non si impongono, ma si affiancano al dire dei Poeti che hanno scritto parole magiche, pregne di sentimento, cariche di passione, sostenitrici della ragione.

Poesia dal titolo il buioGià, ragione. Che sarà mai?  Per quanto mi riguarda, ragione la intendo come diritto della specie umana a sentirsi libera di essere, senza cappio al collo imposto dai potenti di questo fasullo sistema mondiale, roso dal desiderio di possesso di tutti i beni della terra.

Assurdo che ciò accada, ma accade. Ecco allora che il titolo della poesia il buio si fa evidenziatore dei versi che la compongono, affinché giungano agli occhi dei potenti.

Poesia dal titolo il buio

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Di Gianni Nachira

E' presto detto: Da lavoratore, una volta raggiunta la pensione, sono riuscito a prendere in mano il sacco dove per anni sono state rinchiuse le mie passioni in campo artistico. Non è stato facile, perché l'età e l'impossibilità di farlo a tempo debito hanno parlato chiaro: "NON PUOI". Al ché io ho risposto: "Ma davvero?" Allora mi sono cimentato a fare teatro, a fare musica. FARE, CREARE, senza mollare e nonostante le difficoltà che la vita ancora oggi mi pone ad ostacolo, proseguo imperterrito sfidando il fato che da quasi sessant'anni mi assegna una sorte avversa. In questo mio sito ho messo insieme una parte di me e continuerò a farlo perché rimanga traccia di una storia di vita forse banale, ma comune a molti.