SOLDATESSA, IL FRUTTO AMARO
SOLDATESSA :
IL MIO LAVORO POETICO/MUSICALE DEL MESE DI SETTEMBRE DI QUESTO TRISTE 2025
Guerre: Uguale morte e distruzione. Quante ce ne sono nel mondo? Troppe! A denunciarne lo scempio sono i Poeti con le loro poesie e i Poeti/Cantautori con le loro canzoni.
Poeti e Poeti/Cantautori sentono su di sé il peso della sofferenza delle vittime innocenti: soldati morti in battaglia, Uomini donne e bambini e perché no? anche gli animali.
Tutti costoro non centrano con chi vuole la guerra, con gli interessi da business mondiale, da Stati che vogliono imporre il loro dominio su altri popoli.
Gli Stati non operano secondo il criterio del bene da attuarsi per il popolo, ma agiscono in deprecabile virtù del loro potere acquisito, con il quale dominano sul loro stesso popolo in primis, per poi tentare di estenderlo anche su altri Stati, con la guerra.
POETI E CANTAUTORI
Ma Poeti e Poeti/cantautori si fanno portatori di pace: E specialmente in questo tempo di catastrofi, devono emergere e far voce grossa perché le popolazioni rigettino le imposizioni di porogetti di guerra. Io l’ho fatto più volte, ma questa volta lo faccio con una nuova canzone da titolo SOLDATESSA.
IL FRUTTO AMARO
Significativo il riferimento al frutto amaro. La soldatessa il frutto amaro è costretta ad assumerlo. Ho voluto creare un assioma tra il compito del soldato e l’inconfutabile verità del rischio cui egi è soggetto.
Un frutto amaro, immangiabile di per sè, ma il soldato deve affrontare i pericoli quando è in guerra: il dovere chiama, si arma di tutto punto e va, verso un incerto destino; va e lo mangia il frutto amaro, servito come si serve il cibo al maiale, indigeriboile per l’uomo.

Vai ragazza, vai, vai verso l’ignoto tuo destino, il mistero che ti porti addosso non rivelarlo a nessuno, mai.
Si parlerà di te, l’ultima eroina sui campi in fiore macchiati a sangue, ma nessuno mai saprà la verità e nientre più sarà come prima.
La terra non è il tuo paradiso in luogo d’amore l’odio prevale, il cielo si è chiuso in faccia al tuo viso.
Il sorriso al vento di un corpo esangue, il dubbio di donna un eterno conflitto, ti sparano addosso se non spari per prima ragiona, fai presto, tira fuori le unghie.
Un uomo di là coperto di fiori nasconde mimetica ma l’elmo lo mostra, è un guerriero, stai attenta è il nemiconella manica non ha un asso di cuori.
La terra non è il tuo paradiso, in luogo d’amore l’odio prevale, il cielo si è chiuso in faccia al tuo viso.
GUERRA, un’altra mia canzone contro le guerre
Medio Oriente, Israele, Palestina, Paesi Arabi. Sono luoghi di un’antichissima civiltà, in cui sembra che morte e distruzione siano l’ineffabile destino di quei popoli.
Basterebbe poco perché si cambiasse il corso della storia e che la gente incominciasse a vivere costruendosi un futuro stabile e sicuro, lontano da paure di nuovi conflitti.
Con questa mia canzone, SOLDATESSA, IL FRUTTO AMARO, continuo la denuncia contro le guerre sia un monito perché le coscienze dei potenti si risveglino e incomincino a tracciare disegni di pace e di uguaglianza.
Oggi, il 2025 è l’anno in cui sono in corso numerosi conflitti armati, vedi la guerra in Russia e Ucraina, il conflitto tra Israele e Palestina, la guerra civile in Sudan.
E dove li lasciamo gli altri focolai di instabilità? Ci sono in atto conflitti in Myanmar, Yemen, Siria, e varie crisi in Africa ( Somalia, Etiopia, e il Sahel) e in America Latina ( Haiti). Le cause di tali conflitti sono da ricercarsi nell’instabilità politica, nelle crisi economiche e nelle esasperate disuguaglianze sociali.
A questo link si può ascoltare la canzone “Guerra” contenuta nel video.
UN PERSONALE IMPEGNO
Ed io, poeta del sentimento non mi stancherò di scrivere i miei versi, né cesserà l’impegno morale e civile di condannare qualsiasi forma di violenza.
Negli anni ho scritto di tutto e non solo contro le guerre, ho denunciato anche violenze private, atti vandalici, femminicidi, furfanterie politiche e crimini delinquenziali.
Forse sono nato con la bianca camicia della purezza di pensiero, cucito addosso sin dall’adolescenza e mantenuto con fede ferrea, anche quando avrei dovuto cedere di fronte alle avversità della vita, di fronte alle carognate subite da parte di chi da me ha avuto il massimo dell’accoglienza possibile, sia in campo lavorativo che affettivo.
Ma va bene così. Va bene così.
Soldatessa, il frutto amaro
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