LE TUE PAROLE NEL VENTO
Si, sto parlando di parole, quelle che si scrivono in momenti particolari; momenti in cui non trovi lo spazio che cerchi, né la voce che vorresti fosse, che arrivasse da qualche parte.
Ci sono momenti in cui il silenzio prevale mentre il caos intorno è frastuono, è corsa, è viavai di gente. Gente, che forse avrebbe bisogno di immergersi in un oasi di silenzio, lontana, nascosta all’occhio, discreta, solitaria.
Ecco, è la vita con tutte le sue contraddizioni; è la vita che si concretizza in terra, nel pianeta terra e nessuno sa chiedersi: Perché?
Ci si unisce, ci si incontra, ci si conosce in rapporti d’amore… e poi è la vita. Tutto si perpetua; da sempre e per sempre.
L’istinto di un poeta non è come quello di chi poesia non sa; Le percezioni del poeta sono molto più accentuate rispetto a chi percezioni non coglie. Il poeta è la congiunzione, il filo teso da cielo a terra, il contatto tra Creatore e Creatura.
E come la parola fluì per bocca di un Eletto, così il poeta erompe con la forza lieve dei suoi versi. Colpiscono, si, ma solo chi ha un cuore aperto, chi nei versi sa leggere parole profonde e non banali vuoti a perdere.
Parole nel vento. Nel vento, come le metti? E se ci riesci, che sai dove le porta? Però tu, non metterti inutili problemi; l’ansia mettila da parte, cessa ogni timore; affidale al vento e capirai.
LE TUE PAROLE NEL VENTO
Senti?
La lontananza mi costringe a farlo.
Ho Bisogno di parlarti di me
di raccontarti tante cose,
ma l’impedimento è grande,
la distanza è immensa,
come potrei altrimenti?
Al cielo il mio sguardo va,
spera di poterli traversarli tutti,
ma sono troppi, sono sette i cieli
e l’occhio mio si ferma al primo.
La voce del cuore, o quella del pensiero…
si, forse così riuscirò a raggiungerti
-tra me e me pensavo– Neppur così però.
Ecco, lo sento, si, è l’amico che viene,
viene a soccorrere me nel mio bisogno.
A lui affido parole, parole mai dette
rimpianto, di non aver mai vissuto
tormento, per non aver mai capito.
Nel vento, si nello scrigno del vento
le ho messe tutte e ora vanno sospinte,
verso te, verso la tua dimora nuova.
L’eco ripete all’infinito le mie parole
che in cielo giungono, sono certo,
perché le sento echeggiare forte
nonostante l’inesorabile tempo che va
ed è per me la prova che ormai tu sai.
Che succede? Il cavallo scalpita,
mari impazzano, l’onda s’infrange su scogli dopo la folle corsa. Tutto sembra rovesciarsi; le certezze lasciano il posto al dubbio, una baraonda di pensieri s’accavalla in testa…
Che fare? Dove trovare il rimedio? Follia, Follia, Follia.
E’ l’uomo che grida, l’uomo che non sa emergere dal baratro, quel sempre inutile benpensante che crede più al futile che al profondo. Per lui, il mistero delle parole è inaccessibile; per lui è come Navigare in un mare assassino, un procedere in sentieri per capre e maiali: solo mulattiere impraticabili.
Il poeta, al contrario, gode, lamenta e gode, si tormenta e gode, affronta il nemico e gode, stoppa la paura, avanza nelle sue certezze e, alla fine, si convince, ha la certezza che le parole nel vento non ci sono più, Il vento le ha consegnate tutte al destinatario prediletto… e non c’è bisogno di ricevuta di ritorno.
Allora la musica s’accende in un sogno d’estate che ha il potere di scaldare il più freddo cuore, di pacare il battito del cuore, di smorzare l’affannoso respiro. Già, perché, del resto, la musica è poesia.
Le parole di questa poesia messe nel video sono accompagnate da un brano musicale. Forse non ce n’era bisogno, ma io continuo con il mio sodalizio tra musica e poesia convinto che vi sia un maggior ristoro, una migliore comprensione dei misteri della vita.
Le tue parole nel vento (musica, poesia e testo artistico di Gianni Nachira)